Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: requisiti, scadenze e valutazioni prima dell'adesione


Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) consente a imprese e professionisti di concordare preventivamente con l'Agenzia delle Entrate il reddito sul quale saranno calcolate le imposte per due periodi d'imposta.
Per il biennio 2026-2027, la disciplina è stata interessata da alcuni interventi normativi, tra cui il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, che ha rivisto le cause di esclusione e decadenza e previsto ulteriori benefici per i contribuenti che rinnovano il concordato.
La scelta di aderire richiede un'attenta valutazione. Non è infatti sufficiente confrontare il reddito proposto dall'Agenzia delle Entrate con quello dichiarato nell'anno precedente: occorre considerare le prospettive economiche dell'attività, la situazione fiscale e contributiva e gli eventuali cambiamenti previsti nel biennio.
Il tema è stato approfondito anche durante lo Speciale Telefisco di settembre 2026, nell'intervento di Giorgio Gavelli dedicato alle ultime valutazioni per la scelta del concordato. L'analisi ha posto particolare attenzione agli effetti del rinnovo, alle modifiche introdotte dalla normativa e agli elementi da considerare prima dell'adesione.
In sintesi: cosa sapere sul CPB 2026-2027
I principali aspetti da conoscere sono:
Destinatari: imprese e professionisti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) e possiedono i requisiti previsti.
Periodo interessato: anni d'imposta 2026 e 2027.
Adesione: facoltativa, sulla base della proposta elaborata dall'Agenzia delle Entrate.
Scadenza: 2 novembre 2026, considerando che il termine di legge del 31 ottobre cade di sabato.
Rinnovo: sono previsti ulteriori benefici per chi ha già aderito al concordato relativo al biennio 2024-2025.
Annualità pregresse: chi rinnova può valutare, in presenza dei requisiti richiesti, il particolare regime di definizione previsto per gli anni dal 2020 al 2023.
Che cos'è il Concordato Preventivo Biennale
Il CPB è uno strumento che permette al contribuente di accettare una proposta dell'Agenzia delle Entrate relativa al reddito fiscalmente rilevante per due anni.
La proposta riguarda il reddito d'impresa o di lavoro autonomo e, quando applicabile, il valore della produzione netta ai fini IRAP.
Durante il periodo di efficacia del concordato, l'eventuale differenza tra il reddito effettivamente prodotto e quello concordato non modifica, in linea generale, la base sulla quale vengono calcolate le imposte sui redditi e l'IRAP, salvo i casi espressamente previsti dalla normativa.
È importante chiarire che il contribuente non concorda un importo fisso di imposte da versare, ma il reddito sul quale queste saranno calcolate.
Il CPB, inoltre, non costituisce una sanatoria generalizzata dei periodi d'imposta precedenti.
Chi può aderire al CPB 2026-2027?
La disciplina è rivolta ai contribuenti che esercitano attività d'impresa, arti o professioni e applicano gli ISA.
L'accesso richiede tuttavia la verifica delle condizioni previste dalla normativa e dell'eventuale presenza di cause di esclusione.
Occorre inoltre distinguere due situazioni:
Chi ha aderito al CPB 2025-2026: è già vincolato al precedente accordo per l'annualità 2026 e non può sovrapporre un nuovo concordato per lo stesso periodo.
Chi ha aderito al CPB 2024-2025: avendo concluso il primo biennio, può valutare il rinnovo per il 2026-2027 e gli ulteriori benefici a esso collegati.
La posizione debitoria: un requisito da verificare
Prima dell'adesione è necessario controllare anche la posizione nei confronti dell'Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali.
La presenza di determinati debiti tributari o contributivi definitivi può impedire l'accesso al concordato, salvo le possibilità di regolarizzazione previste dalla legge.
Il D.Lgs. 148/2026 ha modificato le conseguenze dell'adesione effettuata in assenza dei requisiti richiesti: nelle ipotesi individuate dalla nuova disciplina, l'adesione è priva di effetti.
La verifica preventiva dei requisiti rappresenta quindi un passaggio essenziale per evitare di aderire a una proposta che non può produrre gli effetti attesi.
Cosa succede se il reddito effettivo è superiore o inferiore a quello concordato?
Una delle principali caratteristiche del CPB è la possibilità di predeterminare il reddito fiscalmente rilevante per il biennio.
Se il reddito effettivo risulta superiore a quello concordato, la differenza non determina, in linea generale, un aumento della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP.
Lo stesso principio opera quando il reddito effettivo è inferiore: il contribuente continua normalmente a essere tassato sul reddito concordato, salvo le specifiche ipotesi previste dalla normativa.
Questa caratteristica richiede particolare attenzione soprattutto alle imprese e ai professionisti che prevedono risultati economici variabili o importanti cambiamenti nella propria attività.
E se si verifica un evento straordinario?
La normativa prevede specifiche situazioni nelle quali eventi eccezionali possono incidere sugli effetti del concordato.
Tra le circostanze considerate rientrano, secondo le condizioni stabilite dalla disciplina applicabile:
calamità naturali;
indisponibilità dei locali nei quali viene esercitata l'attività;
danneggiamento delle scorte;
sospensione dell'attività;
altre situazioni eccezionali espressamente individuate.
Quando, a causa di circostanze eccezionali, il reddito effettivo o il valore della produzione netta risulta inferiore di oltre il 30% rispetto a quello concordato, il concordato cessa di produrre effetti a partire dal periodo d'imposta in cui si verifica tale differenza.
Non è quindi sufficiente una normale diminuzione dei ricavi o del reddito: devono ricorrere le circostanze e le condizioni previste dalla legge.
È inoltre necessario prestare attenzione a eventuali cambiamenti dell'attività e operazioni societarie che potrebbero incidere sulla permanenza nel concordato.
Il CPB riguarda anche l'IVA?
No. Il Concordato Preventivo Biennale riguarda le basi imponibili rilevanti per le imposte sui redditi e, quando applicabile, per l'IRAP.
L'IVA continua a essere determinata secondo le regole ordinarie. L'adesione al concordato non elimina quindi gli obblighi di fatturazione, liquidazione, versamento e dichiarazione dell'imposta.
Il CPB può tuttavia consentire l'accesso ai benefici premiali previsti dalla normativa, alcuni dei quali riguardano anche la gestione dei crediti IVA.
L'imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato
Un elemento da considerare nella valutazione del CPB è la possibilità di applicare un'imposta sostitutiva sulla parte di reddito concordato che supera il reddito dichiarato nell'anno precedente, opportunamente rettificato secondo le regole previste.
L'aliquota dipende dal punteggio ISA del contribuente:
10% per un punteggio ISA pari o superiore a 8;
12% per un punteggio ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
15% per un punteggio ISA inferiore a 6.
L'imposta sostitutiva può essere applicata su un maggior reddito concordato fino alla soglia di 85.000 euro. L'eventuale parte eccedente è assoggettata alla tassazione ordinaria.
L'applicazione di questo regime è facoltativa e costituisce uno degli elementi da considerare nell'analisi del carico fiscale complessivo.
Cosa cambia per chi rinnova il concordato
Il D.Lgs. 148/2026 ha introdotto alcuni benefici aggiuntivi riservati ai contribuenti che, dopo aver aderito al CPB 2024-2025, rinnovano l'opzione per il biennio 2026-2027.
Tra questi rientrano:
l'ampliamento di alcuni benefici del regime premiale ISA, con soglie più elevate per la compensazione dei crediti e i rimborsi IVA;
l'anticipazione di due anni dei termini ordinari di accertamento, ferme restando le specifiche proroghe previste dalla normativa;
la possibilità di effettuare i versamenti rateali delle imposte relative al biennio senza interessi;
l'applicazione delle regole ordinarie per il calcolo degli acconti, senza la specifica maggiorazione prevista per le nuove adesioni;
una maggiore flessibilità in alcune situazioni che riguardano l'ingresso di nuovi soci o associati.
Questi aspetti sono stati approfonditi anche nello Speciale Telefisco di settembre 2026, che ha dedicato particolare attenzione alla distinzione tra i benefici ordinari del concordato e quelli riservati ai contribuenti che rinnovano l'adesione.
Per chi ha già concluso il primo biennio, la valutazione del rinnovo deve quindi comprendere non soltanto il reddito proposto, ma anche gli ulteriori vantaggi fiscali previsti.
La possibilità di definire le annualità 2020-2023
Un'ulteriore opportunità riservata a chi rinnova il concordato riguarda il particolare regime di ravvedimento previsto dall'articolo 29 del D.Lgs. 148/2026.
La misura consente, ai contribuenti in possesso dei requisiti, di definire uno o più periodi d'imposta compresi tra il 2020 e il 2023 attraverso il versamento di un'imposta sostitutiva.
Non si tratta di una sanatoria generalizzata: l'accesso è riservato a chi rinnova il CPB per il biennio 2026-2027 e sono previste specifiche condizioni e limitazioni.
Il contribuente può scegliere le annualità da definire. Il versamento dell'imposta sostitutiva, in un'unica soluzione o mediante la prima rata, deve essere effettuato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027. È prevista la possibilità di rateizzare il pagamento fino a dieci rate mensili, con applicazione degli interessi al tasso legale.
Il regime offre una protezione circoscritta rispetto a determinate attività di accertamento, ma non elimina ogni possibilità di controllo da parte dell'Amministrazione finanziaria.
Per i contribuenti interessati, questa misura rappresenta un ulteriore elemento da inserire nella valutazione complessiva del rinnovo.
Cosa succede se vengono corretti i dati utilizzati per la proposta?
Tra le modifiche introdotte per il nuovo biennio rientra anche la disciplina delle dichiarazioni integrative.
Quando il contribuente corregge spontaneamente errori od omissioni nei dati dell'anno precedente utilizzati per elaborare la proposta, il reddito concordato viene aggiornato sulla base delle informazioni corrette.
Secondo quanto illustrato durante Telefisco, la presentazione della dichiarazione integrativa non comporta più, di per sé, la decadenza dal concordato, anche quando la correzione produce una variazione superiore al 30%. Rimane invece necessario rideterminare gli importi concordati.
È una modifica che rende particolarmente importante il controllo dei dati dichiarativi e contabili, sia prima dell'adesione sia durante il periodo di efficacia del CPB.
Qual è la scadenza del Concordato Preventivo Biennale 2026-2027?
Il termine di legge per aderire al CPB 2026-2027 è fissato al 31 ottobre 2026. Poiché la data cade di sabato, il termine operativo slitta a lunedì 2 novembre 2026.
Per i contribuenti con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare sono previste specifiche regole per individuare la scadenza.
Prima di procedere all'adesione è opportuno completare la verifica dei requisiti, controllare i dati utilizzati per la proposta e valutare gli effetti economici e fiscali dell'accordo.
Come valutare la convenienza del Concordato
L'adesione al CPB non è automaticamente conveniente per tutti i contribuenti.
Come emerso anche dall'analisi proposta durante Telefisco di settembre, la valutazione deve tenere conto sia delle opportunità offerte dall'istituto sia dei possibili effetti di un andamento economico meno favorevole rispetto alle previsioni.
Gli elementi principali da considerare sono:
Il reddito storico. L'andamento degli esercizi precedenti permette di comprendere la situazione economica dell'attività e individuare eventuali risultati anomali.
Il reddito previsto. È necessario valutare le prospettive per il 2026 e il 2027, considerando l'evoluzione dei ricavi e dei costi.
Il punteggio ISA. Il livello di affidabilità fiscale incide su alcuni aspetti della proposta, sull'imposta sostitutiva e sui benefici premiali.
Gli investimenti e i cambiamenti programmati. Nuove assunzioni, investimenti, riorganizzazioni e modifiche dell'attività possono influire sui risultati economici del biennio.
La posizione fiscale e contributiva. La valutazione deve comprendere il carico fiscale complessivo, considerando anche IRAP e contributi previdenziali, quando applicabili.
Gli eventuali benefici del rinnovo. Per chi ha già aderito al CPB 2024-2025 occorre esaminare anche le agevolazioni aggiuntive e la possibilità di definire le annualità pregresse.
Una valutazione completa richiede quindi di confrontare la proposta con diversi possibili andamenti dell'attività, evitando di basare la decisione esclusivamente sul reddito dell'anno precedente.
Il ruolo del commercialista nella valutazione del CPB
Il ruolo del commercialista non si limita alla trasmissione dell'adesione all'Agenzia delle Entrate.
Una consulenza completa comprende diverse attività:
Verifica preliminare: controllo dei requisiti di accesso, delle cause di esclusione e della posizione fiscale e contributiva.
Controllo dei dati: analisi delle informazioni fiscali e contabili utilizzate per elaborare la proposta.
Valutazione economica: confronto tra il reddito concordato e le prospettive dell'attività per il biennio.
Analisi fiscale: esame degli effetti dell'adesione, dell'eventuale imposta sostitutiva e dei benefici applicabili.
Valutazione del rinnovo: verifica delle agevolazioni aggiuntive e dell'eventuale accesso al ravvedimento per le annualità 2020-2023.
Assistenza e monitoraggio: gestione degli adempimenti e controllo delle circostanze che potrebbero incidere sugli effetti del concordato durante il biennio.
L'obiettivo è fornire al contribuente gli elementi necessari per compiere una scelta consapevole, coerente con la situazione attuale e con le prospettive della propria attività.
Conclusioni
La scelta se aderire o meno al Concordato Preventivo Biennale 2026/2027 non dovrebbe essere effettuata sulla base di una valutazione puramente fiscale o del semplice confronto tra il reddito concordato e quello dichiarato nell'anno precedente.
La vera domanda è se il reddito proposto sia coerente con l'evoluzione attesa dell'attività nei due anni del concordato e quale sia, alla luce di tutti gli effetti fiscali, il risultato economico complessivo dell'adesione.
Per imprese e professionisti, una valutazione preventiva basata su dati storici, previsioni
economiche e simulazioni fiscali consente di trasformare la proposta dell'Agerizia delle
Entrate da un semplice dato da accettare o rifiutare in un vero strumento di pianificazione
fiscale.




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